Rock Talks – En?gma

Rock Talks – En?gma

July 21, 2019 1 By William Morgan


-Non so se sia l’amore per la terra sarda o
semplicemente per le persone che fanno le cose col cuore, oggi ho intercettato in un suo passaggio milanese Marcello, Enigma. Come stai?
-Bene, bene grazie. -Sono super contento di averti qui perché c’è una produzione nuova che racconta
quello che sei oggi, un disco completo effettivamente
per chi magari non si è mai avvicinato alla tua musica
sei uno dei rapper comunque più prolifici di sempre, nel senso che arrivi
al suo sesto album è importante come risultato. Proviamo a fare un passo
indietro andiamo un attimo alle origini di
quello che è stata la tua passione per questa musica e che ti ha portato a
essere così tanto prolifico in questi anni.
-Ma guarda io ovviamente ho iniziato
in Sardegna a Olbia come ben sai ho iniziato a scrivere intorno ai 16, 17 anni da totale autodidatta in questo senso, nel senso
appunto che non conoscevo nessuno che faceva Rap a
olbia per quanto ci fosse comunque un certo tipo di movimento e ce ne fosse
tanto anche in Sardegna, però non conoscevo nessuno avevo amici che
ascoltavano tutt’altro. Questo in realtà francamente guardando
anche a quello che poi sono diventato mi ha anche aiutato molto perché comunque sono
stato un po fuori da delle dinamiche un po ottuse perché poi c’è anche da dire che
purtroppo è anche questa una sfaccettatura di certi rapper aver avuto
un pochino di chiusura in certi periodi. Detto questo ho cominciato a fare le insomma ho fatto un demo su strumentali
americane come di consueto è solito fare un emergente e
successivamente ho fatto il mio primo diciamo street album, chiamiamolo così, su
strumentali in realtà poi che ho prodotto io, avevo già
iniziato anche ad approcciarmi al beatmaking in maniera veramente acerba però è quello
che effettivamente cercavo di fare già ai tempi cosa che poi
si è riproposta con quest’album tra l’altro. Successivamente come molti sanno per
quanto riguarda la mia storia ho fondato la Machete insieme ad altri esponenti
di di Olbia
e lì ovviamente c’è stato un certo tipo di
esposizione, di boom, che mi ha portato io già vivevo a Milano per questioni
universitarie, dal 2007 ho vissuto Milano fino al 2012, la prima metà quindi dal
2007 al 2010 ho vissuto da universitario dal 2010 al 2012 l’ho vissuta da artista.
Nel frattempo son passato attraverso appunto i mixtape di Machete, nei quali sono sempre stato molto molto presente e molto molto produttivo
a livello lirico, come molti sanno ci sono stati 3 capitoli, nel frattempo ho
fatto i miei progetti solisti all’interno sempre di Machete, si parla
di un Ep del 2013 che fu Rebus il mio primo album
ufficiale uscito anche per major oltre che ovviamente per Machete ma
distribuito dalla Sony. Nel 2014 che si chiama Foga, ho fatto
sempre dentro Machete anche un progetto elettronico con i Kaizén che
al tempo erano un duo, un progetto un EP totalmente elettronico
anche quello distribuito per Sony, insomma c’è stata tanta carne al fuoco fin quando le
nostre strade con Machete si son divise e dal 2016 sono un artista indipendente a
360 gradi senza etichetta, senza major, senza diciamo quel tipo
di struttura questo è stato leggermente difficile all’inizio però era un passo che avevo bisogno di fare, nel
quale mi ha aiutato moltissimo Kaizén in tutti gli aspetti sia artistici
che manageriali, che umani ovviamente perché si è sempre bisogno di supporto anche
umano e insomma mi sono trovato appunto a
fare il mio primo disco da indipendente che si chiama
Indaco, appunto uscì a fine 2016
da lì è stata una nuova vita artistica che è passata poi per Shardana
uscito l’anno scorso proseguita con un piccolo progetto
parallelo uscito sempre d’estate, la scorsa estate che è terranova e arriviamo ad
oggi che è il 2019 con Booriana. Come hai ben notato prima la cosa interessante
diciamo dal momento in cui sono diventato solitario dal 2016 è il fatto che comunque son
riuscito a essere ancora più produttivo cosa che per me era fondamentale perché solo
così puoi sempre restare in allenamento, perché anche essere sempre in studio e
allenante e questa produttività mi ha aiutato a crescere molto sotto tutti gli
aspetti anche tecnici ed i tecnicismi scrivere in una certa maniera insomma
arrivo oggi a 30 anni compiuti che insomma ho fatto questo passo con Booriana
dove insieme Kaizén abbiamo per la prima volta nella mia carriera curato tutte
le strumentali quindi un passo veramente secondo me un up grade decisivo che
senza peccare di modestia mi sento veramente molto più artista e completo.
-Booriana che cosa ci racconta dal punto di vista sonoro se lo analizziamo in
relazione a quanto hai fatto fino adesso e che cosa ci racconta dal punto di
vista testuale? Citavi Terranova è stato un brano che a me è piaciuto molto
forse perché mi piace molto la vostra terra e in modo in cui l’hai sempre
raccontata, perché anche ai tempi con con Machete hai raccontato tante volte la
realtà della Sardegna ed era un suono di un certo tipo che devo dirti la prima
volta che la ho ascoltata quando uscì un po mi destabilizzò, ero abituato a Enigma il pensatore a quello super riflessivo, scuro da un certo punto di vista, quello
era un brano invece molto aperto dal punto di vista anche proprio melodico. In
questo ultimo disco ci sono tutte queste facce o hai deciso di scegliere un
percorso e tenere quello? -No, ci sono ci sono molteplici facce nel
senso che appunto il singolo che è uscito di Mooriana si chiama
misunderstanding che tra l’altro è la traccia numero uno e le sonorità, cioè forse
la strumentale che abbiamo concepito con Kaizén e poi prodotto appunto un può più
chiamiamola tra tante virgolette un po più Pop però questo escamotage sonoro è
un pochino appunto un cavallo di Troia per entrare nella testa delle persone
perché poi lì il testo è veramente di denuncia sociale e ha un contenuto
parecchio pungente sotto tanti punti di vista e quello l’attualità per il resto ci
sono le caratteristiche che comunque mi hanno contraddistinto nel corso della mia
carriera che come hai detto tu sono quelle dell’introspezione,
di entrare e sviscerare molto dalle parti di quella che è la mia personalità
la mia anima quindi se vogliamo
nel corso di queste tredici tracce di Mooriana si passa da un inizio più
ritmato per arrivare alla parte centrale che è un po più scura, più intima e poi si
finisce con un alternarsi un po di emozioni ecco mi piace essere eclettico in questo
senso alla fine in effetti durante tutta la discografia che abbiamo citato io ho
fatto tanti tipi di brani, sicuramente prevale come hai ben notato un po il mio
lato conscious però poi non disdegno appunto di fare anche Terranova per
me è una canzone alla quale sono molto
affezionato perché c’è un campione Reggae sotto e comunque in effetti è una
canzone che io ho sempre definita un po da radio nel senso è uno spot di Olbia
nello specifico, più che dalla Sardegna, ed è uno spot che può essere
tranquillamente fruibile un po così. -L’ufficio del turismo di Olbia potrebbero
utilizzarlo. Tra l’altro io ho riconosciuto praticamente anche tutte le spiaggette, sai che per
fortuna abbiamo degli amici che ci portano in quelle fighe a vedere
il panorama. Si il primo singolo di questo album effettivamente ascoltandolo
hai preso un ak 47 e hai sparato su tutti veramente. Hai sparato
sulla folla perché effettivamente mai come in questi anni la società ci ha
dato tanti argomenti di cui trattare in senso principalmente negativo inutile
che ci nascondiamo dietro a un dito, questo ovviamente per un rapper è di solito uno
stimolo perché il rapper può essere intrattenimento me
lo dici ma nasce come denuncia sociale perché nasce dalla strada non stiamo qui
a raccontare ovviamente la storia che tutti sanno.
Raccontiamo la storia di un ragazzo sardo che si ritrova oggi a dover
fronteggiare anche quello che è il music bis dopo averlo vissuto da dentro e da
fuori e con le difficoltà che si presentano oggi anche nella vostra terra, perché io quando ho visto i risultati di determinate elezioni in Sardegna ho detto wow,
questo darà sicura a Enigma un po di materiale per scrivere cose nuove.
-Certo io penso purtroppo che tra virgolette appunto parlando del risultato di
queste elezioni la colpa un po l’abbiano i social, nel senso che molte persone si sono fatte abbagliare, abbindolare
dalla capacità e dalla furbizia social di certi personaggi e questo purtroppo è
un male secondo me il social ovviamente non sono il male perché a me
personalmente anche a livello lavorato servono tantissimo però è sempre uno strumento che può
essere utilizzato appunto in una maniera positiva e in maniera negativo o con
scaltrezza e furbizia, e certi personaggi probabilmente anche aiutati dal
loro management o delle persone che ci stanno dietro,
quello che noi vediamo probabilmente è solo la punta dell’iceberg. Certi personaggi sono più adatti e più furbi nell’utilizzare i social e fare un certo tipo di propaganda.-E quindi il
Rap è lo strumento adatto per andare a raccontare anche queste cose, scendere
sotto la punta dell’iceberg. -Secondo me assolutamente sì perché è il
tipo di genere che più riesce a essere impattante dal punto di vista lirico.
Come dicevo prima è anche molto importante come dici le cose e io sotto questo aspetto
credo di aver fatto un buon lavoro nel senso che credo di aver sempre detto
tanto già da quando scrivevo all’inizio il problema è poi magari lo dicevo con
modalità un po acerbe e quindi non arrivando bene alle orecchie della gente,
adesso ho lavorato molto sulla musicalità, sulle melodie, sul flow, su
determinate tipi di tecniche e quindi riesco ad arrivare ad un modo di vedere di
più e quindi il Rap riesce secondo me a smuovere tanto le coscienze poi
ovviamente c’è chi fa un certo tipo di Rap e c’è chi fa invece
un Rap più leggero ecco. Come ti dicevo prima magari come espediente per
misunderstanding ho utilizzato una sonorità un po più leggera però dicendo
un sacco di cose in chiave ironica, in chiave provocatoria però
dicendole in maniera molto chiara -C’è nel video una parte nella quale effettivamente mi rispondi a una domanda che non ti ho
ancora fatto, ovvero come magari vivi quello che è la nuova scena Rap attuale
cioè lì è abbastanza esplicito da un certo punto di vista. In realtà dovranno fare
anche qui mettere le etichette genere per genere e ovviamente capire anche le
diverse finalità di quelle che sono le proposte artistiche.
Oggi però questa grande offerta permette innanzitutto a un pubblico molto giovane
di avvicinarsi a un genere che è un sotto genere di qualcosa di più grande con una
grande storia e dall’altro lato però a mio avviso credo che lasci soprattutto i
ragazzi più giovani, esponenti magari della nuova scuola del Rap, molto confusi
soprattutto dal punto di vista delle tematiche trattate cioè non tutti magari
capiscono che si va da una parte nel denunciare qualcosa e magari vivono con
un po di superficialità quello che è il quotidiano. Questa cosa da rapper
conscious diciamo questo questo termine che viene utilizzato sempre,
come come la vivi? Riesci comunque a dire io ho il mio
percorso non mi interessa quello che succede intorno o prendi stimoli da
quello che succede intorno per trasformarlo in qualcosa di più personale
e per seguire il tuo obiettivo? -No io prendo sicuramente
stimoli assolutamente cerco anche di fare delle cose che non fanno
gli altri appunto. Come hai detto c’è tanta offerta in questo momento dal punto di vista Rap, nel genere e nel sottogenere che poi
insomma credo ti riferissi alla Trap, ma anche li ci sono degli artisti molto validi secondo me
che fanno introspezione anche però ovviamente ci sono quelli che per la maggior parte
magari prendono le cose con un po più di leggerezza
io sostengo che comunque chi ha un certo tipo di visibilità non dico che dovrebbe mettersi una mano sulla
coscienza ma potrebbe anche utilizzare questo tipo di visibilità per dire
magari qualcosa in più, per dare un messaggio per portare un certo tipo di
messaggio, ripeto io naturalmente farei questo quello che faccio adesso
anche con tanta visibilità però insomma sono scelte personali quelle, io
rispetto tutti se c’è rispetto anche se a volte non c’è spesso il rispetto anche da
parte di determinate nuove leve però insomma come si suol dire si da rispetto se
si riceve rispetto non critico determinati tipi di percorsi però posso
commentare magari determinate cose che vedo e fare il mio, dare l’esempio con i fatti. -Io credo che tu sia realmente un
esempio di attitudine il fatto che tu ci abbia raccontato anche tutto quello che
è stato il tuo percorso, riprendersi il mondo sulle spalle la tua carriera
artistica sulle spalle e ricominciare credo che sia veramente un esempio da
condividere soprattutto per tutti quei ragazzi che magari vedono come quasi
irraggiungibile una meta di qualche tipo un successo commerciale di qualche tipo
quindi grazie mille per essere passato ti auguro in assoluto tutto il meglio e
porta i miei saluti alla vostra città meravigliosa e la vostra terra
meravigliosa. -Grazie mille, grazie Andrea.